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Visualizzazione dei post con l'etichetta conflitto

Mediazione famigliare: «mediagire» verso la diversità

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In uno dei primi episodi di Fairly Legal, un interessante serial televisivo che ha come protagonista una mediatrice (Kate Reed), David Nicastro, giudice del tribunale in cui la mediatrice spesso opera, con quella bella capacità di sintesi che ha la lingua anglosassone e che il media televisivo, se è possibile, ancor più accentua, così definisce, a un gruppo di contendenti, il senso del mediare: " Kate Reed ," dice (badate bene un giudice, non il portavoce del collettivo Bakunin): "non è un avvocato. È una mediatrice, in pratica è un arbitro in una partita senza regole, le cui regole le fanno la parti stesse.". Un arbitro in una partita senza regole in cui le regole le fanno la parti stesse. Personalmente credo sia una delle più efficaci definizioni della mediazione e, immagino non a caso, gli autori l'abbiano messa in bocca proprio a un giudice, come a fare decretare, da chi disciplina la legge, il fatto che la mediazione nulla ha a che fare con l...

Un caso di mediazione coniugale

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Innamorati e fiori in rosso - Marc Chagall Qualche tempo fa, una delle colleghe psicologhe con le quali collaboro, mi ha inviato in mediazione coniugale con una giovane donna: Tizia, che lei seguiva e che stava aiutando a superare un periodo molto difficile della sua esistenza individuale e con il marito Caio. Tizia era separata di fatto e viveva con la figlioletta Sempronia nella casa familiare; il marito era tornato a casa dalla madre. I due coniugi avevano una difficoltà emergente di gestione economica del menage familiare, situazione che contribuiva a portarli a frequenti e feroci litigi. La figlia Sempronietta subiva tali situazione familiare, riportandone notevoli ripercussioni, soprattutto dal punto di vista comunicativo e da quello linguistico. Proprio per tale stato di fatto, Tizia e Caio avevano provato a vivere separatamente, rimandando di decidere in seguito cosa avrebbero voluto fare del loro matrimonio. Al primo incontro informativo spiegai a Tizia il nostro percor...

Mediazione familiare: parla l'esperto

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Chi è il mediatore familiare? Il mediatore familiare è una figura professionale, che, con una formazione specifica, gestisce un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari.  La mediazione familiare si basa sul riconoscimento della capacità di ognuno di uscire dallo schema difensivo e/o aggressivo in cui si è ingabbiato per arrivare comprendere i bisogni dell'altro e ad accoglierli in sintonia con i propri. Ed è su tale potenzialità dell'essere umano che essa si basa per la gestione delle situazioni in cui i le parti non riescono autonomamente ad attivare le loro naturali capacità di mediazione, proprio per il livello di escalation cui il conflitto è giunto... http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/dirittoCivile/famiglia/2014-02-28/mediazione-familiare-parla-esperto-111218.php

Serata formativa gratuita:il retroscena del conflitto di coppia

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Cari amici, vi invitiamo a partecipare alla nostra serata formativa, occasione di crescita personale e di approfondimento. L'incontro sarà tenuto dalla dr.ssa Chiara Mencarelli, psicologa e psicoterapeuta e dalla dr.ssa Meri Trivelli, psicologa. I nostri incontri sono rivolti a tutte le famiglie, alle coppie, ai singles e a tutti i professionisti che potranno aderire alla nostra Associazione quali avvocati, psicologi, mediatori familiari, giuristi, magistrati,insegnanti, investigatori, pedagogisti, assistenti sociali, pediatri e tutti coloro che, a diverso titolo, operano per il benessere delle famiglie. Ricordiamo inoltre che offriamo un servizio informativo telefonico gratuito di tipo legale, psicologico e in mediazione familiare per voi e per i vostri figli. Vi aspettiamo!

Incontro gratuito per famiglie e coppie

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La "fisica" della relazione

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I difensori, pedagoghi legali, educatori alla relazione, faciliteranno una gestione costruttiva del conflitto tra le parti ed le educheranno a trovare, risorse ai loro bisogni.  L’autorità giudiziaria, grazie all’apporto costruttivo dei difensori sarà facilitata nell’emanare provvedimenti che siano il più vicino possibili alle esigenze delle parti in una fase critica del loro rapporto.  Le parti, seguite dai difensori, si relazioneranno in uno spazio nel quale saranno impegnati per lavorare sui loro interessi e quindi per raggiungere un accordo nel quale siano tutti pienamente soddisfatti: spazio della educazione alla relazione. In questi spazi, si riscontrerà una dipendenza reciproca degli esiti dei comportamenti, ossia le parti si trovano in una condizione di interazione strategica, per cui gli effetti dei comportamenti dell’una dipendono anche dai comportamenti dell’altro. Tuttavia, quanto più ognuna delle parti abbia un’informazione imperfetta rispetto ai...

Istruire o educare?

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La conflittualità è una condizione esistenziale ineliminabile che caratterizza tutti gli esseri umani e che può sfociare tanto nella crescita creativa e costruttiva di entrambe le parti coinvolte, quanto in una situazione negativa drammaticamente distruttiva. Essa può essere considerata un evento naturale, non negativo, e soprattutto  quale opportunità per crescere: la risposta potrà essere cooperativa o distruttiva. Sarà distruttiva quando i difensori stimoleranno le parti ad acuire il conflitto, a facilitare e delle volte a provocare la distruzione delle relazioni, facendosi portavoci della rabbia del proprio assistito: pertanto il procedimento giudiziario, con la definizione di un vincente e di un perdente creerà una situazione di squilibrio tra le parti, dove assumeranno rilevanza anche gli elementi di contesa di scarsa rilevanza pratica, che diventeranno importanti nella disputa giudiziaria, aumentando la conflittualità di fondo; si instaurerà un ingranaggio nel quale...

Educazione al conflitto

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Il lupo e l'agnello di Fedro La famosa favola di Fedro “Il lupo e l’agnello” racconta di un lupo e di un agnello che, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello; il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva ad una certa distanza, più a valle. Tuttavia, la fame spinse il lupo ad attaccar briga e a chiedere all’agnello perché osasse intorbidirgli l’acqua e a seguito di tali accuse senza fondamento, il lupo saltò addosso all’agnello e se lo mangiò. Il semplice pragmatismo della ragione secondo il quale il lupo mangia l’agnello, il più debole soccombe al più forte può e deve essere superata attraverso l’educazione, area nella quale la presenza dell'avvocato, quale educatore al conflitto, potrebbe essere colta come occasione, non solo per giungere ad un accordo reciprocamente vantaggioso per le parti, ma per dare spazio alla relazionalità tra le stesse, alla fine di un percorso in cui entrambi hanno, per dirla con Massimo S. Galli, superato la ...

Il principio del contraddittorio

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«Per noi, terrestri, solo nella controversia si danno giusto e ingiusto così come solo nel discorso si danno vero e falso». Con queste parole comincia lo studio di Francesco Gentile Su linguaggio e diritto ; ancora, Paolo Ferrua specificava che l’essenza del contraddittorio «sta nel diritto delle parti di interloquire, in condizioni di parità, sui temi oggetto della decisione e, correlativamente, nell’esigenza che questa sia emanata secondo prospettive esaminate e discusse dagli antagonisti». In ultima analisi, il contraddittorio è visto come strumento di tutela dei diritti processuali delle parti attuativo di “giustizia” in quanto tale, metodo della “decisione giusta” che non significa dare applicazione alla norma, ma relazionare (in contraddittorio) le parti tra di loro per dare effettività e fondamento ai loro bisogni, tutelando pienamente i diritti umani. Questi forniscono “il modo di parlare di ciò che è giusto” da una speciale angolatura: il punto di vista dell'altro, ...