L'arte maieutica del difensore
Qualche anno fa fui affascinata dall’esperienza del parto e in particolare dal ruolo esercitato dall’ostetrica durante tutto il corso del travaglio; mi sono resa conto quanto possano cambiare le dinamiche, le sensazioni e la partecipazione all’esperienza del “generare e del creare” a seconda della maggiore o minore medicalizzazione del parto. Mi sono venute alla mente le considerazioni di George Engelmann in Laboramong Primitive quando guardava le donne nell’ultima fase del travaglio e inizialmente le induceva e conduceva ad assumere posizioni particolari o le invitava a calmarsi imparando poi ad osservare “la loro apparente agitazione sotto un’altra luce” dando loro così la possibilità di partorire seguendo istintivamente il “ritmo del loro corpo”: le educava quindi a soffrire meno e a vivere con più consapevolezza e abbandono l’esperienza del parto, ad avere fiducia nella loro “naturale capacità” di saper mettere alla luce un figlio lasciandosi trasportare...