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Visualizzazione dei post con l'etichetta diritto

Un caso di mediazione coniugale

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Innamorati e fiori in rosso - Marc Chagall Qualche tempo fa, una delle colleghe psicologhe con le quali collaboro, mi ha inviato in mediazione coniugale con una giovane donna: Tizia, che lei seguiva e che stava aiutando a superare un periodo molto difficile della sua esistenza individuale e con il marito Caio. Tizia era separata di fatto e viveva con la figlioletta Sempronia nella casa familiare; il marito era tornato a casa dalla madre. I due coniugi avevano una difficoltà emergente di gestione economica del menage familiare, situazione che contribuiva a portarli a frequenti e feroci litigi. La figlia Sempronietta subiva tali situazione familiare, riportandone notevoli ripercussioni, soprattutto dal punto di vista comunicativo e da quello linguistico. Proprio per tale stato di fatto, Tizia e Caio avevano provato a vivere separatamente, rimandando di decidere in seguito cosa avrebbero voluto fare del loro matrimonio. Al primo incontro informativo spiegai a Tizia il nostro percor...

Il nostro parto

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"Nascita, vita e morte"   Carlo Margiotti Donna e mamma di quattro bimbi non posso non ricordare la meravigliosa esperienza del parto di ciascuno di loro.  Lessi a quel tempo il libro di Ina May Gaskin “La gioia del parto” e mi resi conto che la mia esperienza, così profonda dell’avvenimento del “dare alla luce” mi accomunava a tante donne che avevano apprezzato in libertà e con poca, o addirittura assenza di medicalizzazione, la nascita del loro bambino.  Mi sono venute alla mente le donne appartenenti a civiltà selvagge o le nostre nonne e bisnonne che affrontavano con molta più naturalezza quella che oggi delle volte è considerata (per fortuna sempre meno) un’esperienza terribile.  Ho riflettuto sul fatto che sia necessario offrire a noi donne la possibilità di “lasciar parlare il nostro corpo” che non è un’entità distinta dalla nostra mente; per dirla alla Ina May: “lasciate venir fuori la scimmia che è in voi!”.  Molto interessanti, a...

Affidamento alternato e sua disciplina nelle coppie di fatto

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"Le Gourmet"  Picasso Cari lettori, condivido con voi il mio articolo pubblicato su "Questioni di diritto di famiglia", Maggioli Editore: Nel caso che si commenta qui, il Tribunale di Foggia, con rito camerale, veniva chiamato a decidere in merito al ricorso 317-bis c.c. proposto da genitori non coniugati e che non avevano convissuto more uxorio; dalla loro relazione erano nate due figlie minorenni, riconosciute da entrambi i genitori.  In definitiva, l’affectio nella coppia è cessato ed il padre, per motivi di lavoro, era portato a viaggiare anche all’estero, tanto che, a parere dei ricorrenti non sarebbe stato in grado di essere presente nella vita delle figlie e di partecipare alle loro scelte vitali, tanto da voler optare per l’affidamento esclusivo a favore della madre. Pertanto, i ricorrenti, regolamentando l’affidamento delle figlie, chiedevano al Tribunale di prendere atto dei loro accordi e, quindi, di omologarli. Nel caso che si commen...

Diritto e pedagogia della mediazione familiare

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"Famiglia di acrobati" Picasso Cari lettori, condivido con voi l'estratto di un articolo da me pubblicato sulla rivista "Questioni di diritto di famiglia", Maggioli Editore.  Il primo dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato dell’Unione Europea, firmato a Lisbona nel dicembre 2007 il quale dichiara che i diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli stati membri, fanno parte del diritto dell’unione in quanto principi generali.  Emerge il ruolo preponderante del diritto “di relazione”[ ] che regola i conflitti, tutela le identità, assicura la protezione delle aspettative legittime, nel rispetto della parità e della dignità delle persone [ ], in cui l’identità è il risultato dell’incontro e della comunicazione, implicante una dinamica dialettica, tra varie identità culturali, sociali, che non sono da inten...

Nasce...ANFI sezione Abruzzo

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Il 15 novembre 2013, alle ore 18 si festeggerà presso l'Arca di Spoltore (PE) la nascita della nostra Associazione: Avvocati e consulenti familiaristi italiani (ANFI), sezione Abruzzo. Ci rivolgiamo in modo particolare alle famiglie ed ai minori, sia sul territorio regionale che nazionale, con servizi di consulenza giuridica, psicologica e di mediazione familiare.  Intendiamo accompagnare chi si trova ad affrontare fasi critiche o comunque problematiche all'interno del proprio nucleo affettivo, aiutando a gestire tutte le implicazioni che coinvolgono le parti interessate, con particolare attenzione alla tutela di quelle più deboli.  Le attività spaziano dalla consulenza informativa di tipo legale, psicologica e di mediazione alla promozione, attraverso convegni formativi, di servizi atti a gestire ogni forma di disagio o difficoltà. I NOSTRI SCOPI Tutela civile e penale delle famiglie e dei minori; Aiuto alle coppie nei momenti di difficoltà affettiva; ...

Diritto di relazione

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Buongiorno amici, vi presento un progetto a cui tengo molto: esso si pone quale approfondimento della giornata di studi organizzata presso il Tribunale di Pescara nel 2012, dall'omonimo titolo. Avendo riscontrato interesse per i temi trattati da parte dei colleghi anche nei fori di Roma e Milano, abbiamo pensato di riproporre tale esperienza anche nel mio foro di appartenenza pensando di dare attuazione alle esigenze prospettate dalla Scuola Superiore dell'Avvocatura sulla necessità di una formazione continua non soltanto imprescindibilmente tecnica, ma volta a contenere temi pedagogici-comunicativi-educativi necessari per affinare una efficace e proficua gestione dei conflitti in sede giudiziale e stragiudiziale. Le competenze su citate si rendono essenziali sia nei rapporti tra avvocato e proprio assistito, sia nei riguardi del collega, che dell'assistito di controparte nelle possibili aree nelle quali sono divisi i nostri interventi: l'area delicatissima del dirit...

Il "mito" del cambiamento

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Ade e Persefone convitanti - pittura etrusca IV sec. a. C. Da sempre sono affascinata dal mito di Persefone, archetipo della fertilità, giovane dea, figlia di Demetra, che è costretta negli inferi per aver mangiato il melograno, altro simbolo mitologico della fecondità, della sessualità e, al contempo, della morte. Tale archetipo mi traspone al pensiero della difficoltà al cambiamento per noi “umani”, avendo bisogno, come Persefone di raggiungere le profondità della terra per un tempo o per più tempi, dove su, in superficie, sembra tutto arido e invernale, per poi giungere, in una lotta tutta personale (e nel contempo con-divisa con chi ci accompagna in tale percorso), a ri-crearci e ad essere fecondi nella vita personale, nella socialità, dove finalmente scorgiamo la primavera. Come non riportare allora il pensiero al post precedente, dove poteva quasi sembrare superficiale e banalizzante parlare di per-dono per l’altro che ci ha tradito, ci ha rinchiuso nelle profondità ...

Violazione della dignità umana

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"Abbandono" Felice Casorati Cari lettori, con questo post avviamo alcune riflessioni sul diritto di famiglia e, in particolare, sulla possibilità che si dia, in questa sfera così delicata, al Diritto di relazione introdotto nei post precedenti. La riflessione parte con una decisione recentissima di Cassazione civile, sez. I, che, con sentenza 12.02.2013 n° 3407 ha interpretato rigorosamente l’art. 122 c.c.  negando alla moglie l’annullamento del matrimonio richiesto a seguito del comportamento violento e prevaricatore del marito, il quale dopo il matrimonio le aveva imposto rapporti sessuali “innaturali” e contro la sua volontà. La Cassazione ritiene che  l’art. 122 c.c. si riferisca ad errore sulle qualità ritenute essenziali del coniuge, quando questo riguardi l’esistenza di una malattia fisica o psichica o un’anomalia o deviazione sessuale tale da impedire lo svolgimento della normale vita coniugale. Sussistono invece i presupposti per una separazione co...

"Regoliamo" l'ascolto

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Ideogramma cinese di "ascoltare" L' ideogramma cinese riportato nell'immagine a sinistra, rappresenta l'emblema del mio modo di concepire il rapporto con l'assistito che varca la soglia dello studio. Esso  è composto da diversi elementi: orecchio; occhio per "vedere" l'atteggiamento, lo sguardo del "tu", l'alterità che ci sta davanti, che non è lo specchio di me stesso, non è quello che io vorrei l'altro fosse, ma è proprio "un altro“; cuore perché parodiando Il piccolo principe si vede (e si sente) bene solo col cuore. Ebbene, queste alcune regole fondamentali dell'arte dell'ascolto che cerco ogni giorno di fare mie nei rapporti personali e soprattutto nella relazione "di aiuto" con l'assistito... Esse verranno approfondite mano a mano che si dispiegheranno le varie tematiche da affrontare nei post a venire: 1. Chiarire : quando il messaggio dell’assistito è ambiguo, confuso, mette i...

Esplorazione di mondi possibili

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L’avvocato maieutico è un esploratore di mondi possibili: egli è un creativo ricercatore che non si lascia polarizzare dalle idee dominanti e dalle prospettive più ovvie ben consapevole che la logica, quando è rigida, è incapace di trovare soluzioni originali. L'avvocato esprime strategicamente le proprie intuizioni ed educa le parti a valutare il maggior numero di possibilità. Egli esamina con le parti i loro punti di debolezza e i rispettivi punti di forza educandoli ed educando a valutare e gli ostacoli (altresì finanziari) e le opportunità che dovessero emergere per la maggiore e reale tutela dei diritti fondamentali e umani tenendo in massimo conto la ”relazione” tra le parti. Pertanto il difensore favorisce l'ascolto e il dialogo superando il nichilismo normativo che vede incardinata la posizione del proprio assistito nella mera fattispecie normativa più o meno adatta al caso concreto. Quello dell'avvocato è un vero e proprio esercizio nell'ar...

L'arte maieutica del difensore

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Qualche anno fa fui affascinata dall’esperienza del parto e in particolare dal ruolo esercitato dall’ostetrica durante tutto il corso del travaglio; mi sono resa conto quanto possano cambiare le dinamiche, le sensazioni e la partecipazione all’esperienza del “generare e del creare” a seconda della maggiore o minore medicalizzazione del parto.  Mi sono venute alla mente le considerazioni di George Engelmann in Laboramong Primitive quando guardava le donne nell’ultima fase del travaglio e inizialmente le induceva e conduceva ad assumere posizioni particolari o le invitava a calmarsi imparando poi ad osservare “la loro apparente agitazione sotto un’altra luce” dando loro così la possibilità di partorire seguendo istintivamente il “ritmo del loro corpo”:  le educava quindi a soffrire meno e a vivere con più consapevolezza e abbandono l’esperienza del parto, ad avere fiducia nella loro “naturale capacità” di saper mettere alla luce un figlio lasciandosi trasportare...

L'ad-vocatus chiamato in aiuto

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Io vinco - tu perdi In ogni tipologia di conflitto, sia essa familiare o sociale, il processo di diritto di relazione dovrà portare a soluzioni stabili, che siano realizzabili concretamente dalle parti e che siano funzionali alla tutela dei loro diritti fondamentali; esse saranno nello stesso tempo disposizioni precise ed elastiche che dovranno evitare nuovi contrasti fra le parti e che prevedano aggiustamenti causati da eventuali cambiamenti relazionali e riorganizzativi futuri. Gli avvocati, dovranno passare dal ruolo di operatori del contenzioso, al ruolo di difensori inteso come ad-vocati : chiamati in aiuto, tanto che l’avvocato contendente si farà condizionare emotivamente dallo stato d’animo dell’assistito, vivendo troppo emotivamente la trattativa e puntando, quindi, ad una sola soluzione, l’avvocato – educatore al conflitto, avrà un maggiore controllo sulle emozioni esaminando e progettando più di una soluzione. Mentre l’avvocato contendente si limiterà a...