Esplorazione di mondi possibili

L’avvocato maieutico è un esploratore di mondi possibili: egli è un creativo ricercatore che non si lascia polarizzare dalle idee dominanti e dalle prospettive più ovvie ben consapevole che la logica, quando è rigida, è incapace di trovare soluzioni originali.

L'avvocato esprime strategicamente le proprie intuizioni ed educa le parti a valutare il maggior numero di possibilità.

Egli esamina con le parti i loro punti di debolezza e i rispettivi punti di forza educandoli ed educando a valutare e gli ostacoli (altresì finanziari) e le opportunità che dovessero emergere per la maggiore e reale tutela dei diritti fondamentali e umani tenendo in massimo conto la ”relazione” tra le parti.

Pertanto il difensore favorisce l'ascolto e il dialogo superando il nichilismo normativo che vede incardinata la posizione del proprio assistito nella mera fattispecie normativa più o meno adatta al caso concreto.

Quello dell'avvocato è un vero e proprio esercizio nell'arte dell'ascolto: condizione decisiva su cui strutturare una buona ed efficace relazione d’aiuto nei confronti delle parti, dei loro sentimenti e stati d’animo; 

è il modo di sentire il mondo personale degli “educati” “come se” fosse il proprio, stando principalmente attento a non trascurare appunto quel “come se” comprendendone i sentimenti e condividendone le stesse emozioni e al contempo mantenendo  il "giusto" distacco.

Inoltre il difensore avrà una funzione di “chiarificazione” del messaggio che ognuna delle parti vorrà comunicare all’altra, e li educherà a focalizzare i punti cardine della disputa.

L'avvocato dovrà sempre tenere a mente che quel che vede dipende dal suo punto di vista e che perché veda il punto di vista delle parti dovrà cambiare il proprio e a sua volta educare le parti e se stesso a “mettersi nei panni di controparte”, cambiando “ruolo” nella disputa.

In particolare, l’avvocato maieutico comunicherà attivamente con il proprio assistito valutando le opportunità: a quali vantaggi miriamo? Quali altre opportunità potrebbero emergere se comunicheremo attivamente con la controparte? Quali sono le opportunità di intervento?

L’avvocato valuta inoltre le minacce che si frappongono al raggiungimento della migliore soluzione del problema: quali ostacoli possono emergere e devono essere affrontati? Potrebbero emergere difficoltà finanziarie? Che impatto finanziario può avere una certa azione? Quali sono i rischi che possono influenzare negativamente l’esito della disputa?

Quando poi il messaggio del proprio assistito è ambiguo, confuso, mette insieme vari problemi di genere diverso, l’avvocato educatore può avviare una chiarificazione, richiesta con frasi del tipo: "Lei mi sta dicendo che….Può chiarire il primo di questi problemi…".

L’obiettivo è quello di rendere esplicito il messaggio, cercandone una chiara percezione ed evitando il rischio di perderne dei punti essenziali [1].

Egli inoltre parafrasa il contenuto del messaggio, lo riformula in modo da restituire al proprio assistito la comprensione della propria situazione [2];

in secondo luogo, egli riassume i principali punti critici quando per esempio la comunicazione è stata molto ampia e articolata e ne riformula i contenuti confusi sul piano percettivo e logico. Molto utili a questo scopo saranno gli esempi che consistono nel paragonare il fatto in questione a un altro fatto, presentato come paradigmatico, evidenziando le analogie o i contrari (exemplum a contrario) [3].


[1] "Etsi sine re nulla vis verbi est, tamen eadem res saepe aut probatur aut reicitur alio atque alio elata verbo" (orat. XXII) "È vero che senza la cosa la parola non ha forza, ma è anche vero che spesso la stessa cosa è approvata o respinta, a seconda che sia espressa con questa o quella parola".

[2] Cicerone sottolinea che bisogna parlare in modo diverso agli uomini ignoranti e a quelli colti, e che "Haec enim sapientia maxime adhibenda eloquenti est, ut sit temporum personarumque moderator. Nam nec semper nec apud omnes nec contra omnes pro omnibus nec omnibus eodem modo dicendum arbitror" (orat. XXXV). "Qualità essenziale è saper adattare le parole alle persone e ai tempi; perché non sempre né davanti a tutti né per tutti o contro tutti credo si possa parlare alla stessa maniera." (tr. it. di Alessandro Donati).

[3] L’exemplum è una forza luminosa, che abbellisce il piacere inerente ad ogni comparazione".
Può essere definito un processo induttivo, in quando va dal particolare a un altro particolare, passando attraverso un anello implicito nel generale. L'exemplum può essere reale (storico o mitologico; il mitologico, con nostra sorpresa, rientra nel "reale", perché si rifà a qualcosa di codificato, non inventato dall'oratore stesso) o fittizio. Sono exempla fittizi le favole e le parabole.

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