Educazione al conflitto

Il lupo e l'agnello di Fedro
La famosa favola di Fedro “Il lupo e l’agnello” racconta di un lupo e di un agnello che, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello; il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva ad una certa distanza, più a valle.

Tuttavia, la fame spinse il lupo ad attaccar briga e a chiedere all’agnello perché osasse intorbidirgli l’acqua e a seguito di tali accuse senza fondamento, il lupo saltò addosso all’agnello e se lo mangiò.

Il semplice pragmatismo della ragione secondo il quale il lupo mangia l’agnello, il più debole soccombe al più forte può e deve essere superata attraverso l’educazione, area nella quale la presenza dell'avvocato, quale educatore al conflitto, potrebbe essere colta come occasione, non solo per giungere ad un accordo reciprocamente vantaggioso per le parti, ma per dare spazio alla relazionalità tra le stesse, alla fine di un percorso in cui entrambi hanno, per dirla con Massimo S. Galli, superato la soglia della natura guadagnando l’apogeo della cultura che soverchia gli istinti e dà forma all’umano”.

Pertanto, il diritto di relazione costituisce la nuova frontiera del diritto: l’avvocato deve favorire un processo di apprendimento del proprio assistito affinché si muova nell’area della educazione al conflitto; area nella quale saranno i difensori che, con una formazione specifica, lavoreranno con le parti per arrivare ad una composizione costruttiva del conflitto dove non ci saranno sconfitti ma nel quale si acquisirà un “valore aggiunto” (e non un semplice compromesso), volto a costruire i rapporti e non a eliderli.

Fondamentale sarà l’estrema collaborazione di tutti i professionisti che, nella specificità delle loro professioni, operano per la gestione dei conflitti e che saranno i primi promotori della relazione.

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