Gli amori

"Gli innamorati in verde" Marc Chagall
Gabriele D'Annunzio incontrò Barbara Leoni, la sua Barbarella,  nel lontano 1887 ad Albano, presso i Castelli romani, con la quale condivise una travolgente passione amorosa che ebbe modo di dichiararle nelle lettere a lei dedicate. Ella diventò la sua musa ed in una delle sue lettere le confidava: 

 “Io sono tutto tuo. Tu 
Mi possiedi sin nell’intima
oscurità dell’essere. Io
Sono invaso da te, come
Gli ossessi da un qualche
spirito agitatore.
 Io ti adoro sopra tutte Le cose. Io sarei felice,
di Morire al solo tocco della Tua mano”.

Gabriele fu di molte donne. Il suo amore adultero fu ardente, ma destinato ad essere un fuoco fulgente destinato ad ispirare altri amori. Così egli si rivolgeva alla sua amante/amata: “ molte cose, le più divine che più tristi, del mio amore, resteranno fermate nel mio libro come nel bronzo. Tu non potrai mai più ritogliermi quel che mi hai dato” (Gabriele a Barbarella).

Barbara lo amò follemente e in maniera sommessa di fronte al mondo: “Io ti dirò tutti i miei pensieri e tu mi dirai tutti i tuoi. Sarò la tua amante, la tua sorella; e, se mi crederai degna, anche la tua consigliera […]. Chi più amo? Ai posteri l'ardua sentenza, semmai  sentenza, quasi sempre ingiusta,  possa esserci. 

Vi sono amori che volano a bassa quota, che sono fiammelle sempre accese, consumano poco, ardono con poca legna e possono anche durare una vita: sono gli amori di chi ama tante cose nel mondo, che quando la fiammella di un amore si fa più lieve, la sostituiscono con altre fiammelle di cui l'amante è innamorato.

Vi sono invece ancora amori che divampano ad altezze inesprimibili: sono gli amori dei temerari che amano completamente, non dividono gli amori e non cessano mai di ardere, desiderano continuamente l'amato, non si accontentano di poca legna da ardere, chiedono tanto ma offrono tutto, senza limiti, di più...Sono sempre in tensione perché verso l'amato tendono...tutti gli altri suoi amori si nutrono di tale amore, rinascono, si riproducono alla fonte di quell'unico amore che adesso è un incendio. Sono amori rari, perché difficilmente vi saranno uomini e donne disposti ad ardere grandemente, molti preferiranno piccole fiaccole possibilmente accese il più a lungo possibile e pochi saranno gli amanti disposti a correre il rischio di bruciarsi. Perché di questo amore si può ben patire, in quanto tale desiderio ardente appartiene ai folli nel mondo che accettano il rischio di soffrire quando l'amante non concederà più tanta legna da ardere in quanto ne avrà già distribuita un pò ai suoi molti amori. 

E in questo stato, l'amante infiammato e temerario soffocherà nella poca legna non trovando mai pace in quanto non è fatto per gli amori a bassa quota: difficilmente sarà compreso quando chiederà altra legna per lasciar ardere in pienezza il suo amore. Pochi troveranno invece la completezza nell'amato che questa volta farà a gara nel procurare con l'amante altra legna, che genera a catena altro amore. Ebbene, questi sono gli amori che incendiano il mondo, che riscaldano e illuminano chi soltanto li scorga in lontananza, che contagiano chi soltanto li sfiori.

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